storia

Il primo mezzo con cui l’uomo riuscì ad alzarsi da terra e quindi “VOLARE” fu costruito nel 1783, quando un pallone aerostatico si levò da terra per 5 minuti. In principio veniva usata l’aria calda per far si che si sollevasse ma in seguito venne utilizzato l’idrogeno. Questi mezzi però non furono niente in confronto allo sviluppo dell’aviazione civile e militare. I veri creatori del primo aereo però furono i fratelli Wright che avevano studiato a fondo le teorie di Lilienthal (ingegnere tedesco che aveva osservato il volo delle cicogne e aveva capito come facevano a tagliare l’aria e restare sospesi). I fratelli Wright erano uomini dalle notevoli capacità progettuali e riconobbero presto che la questione principale era quella di risolvere i  problemi di stabilità  e  pilotaggio, tuttavia riuscirono a risolvere entrambi i problemi in modo geniale.  Fu così che il primo aereo si  staccò  dal  suolo il 17 dicembre 1903 e volò 12 secondi per una  distanza di 53 metri. Era cominciata una nuove  epoca . Da  quel momento si passò da record in  record e fu così che il 25 luglio 1909 un aviatore francese  sorvolò il canale  della manica. Intanto  vennero studiati anche i palloni aerostatici e si vennero a creare i primi  dirigibili i cosiddetti   “Zeppelin”. Essi vennero utilizzati anche  scopi bellici ( prima guerra mondiale).

La prima guerra mondiale.

L’inizio della prima guerra mondiale segnò l’inizio di una nuova fase per l’evoluzione dell’aeronautica. Gli stati  maggiori dei Paesi belligeranti seguirono con grande interesse i progressi del settore e videro nei dirigibili e negli aerei nuovi importanti strumenti bellici, sia nel campo della ricognizione a lungo raggio che del bombardamento. All’inizio gli aerei furono impiegati per scopi di ricognizione o come corrieri. A partire dall’ottobre del 1914 ( tre mesi dopo lo scoppio della prima guerra mondiale) vennero utilizzati per dirigere il fuoco delle artiglierie. All’inizio l’aereo possedeva piccole mitragliatrici brandeggiabili, il cui impiego all’inizio fu poco efficace. L’invenzione del sincronizzatore accrebbe il potenziale offensivo degli aerei: rese infatti possibile il fuoco delle mitragliatrici attraverso il disco dell’elica. L’impiego tattico si sviluppò rapidamente. La produzione da apparecchi nei principali Paesi crebbe notevolmente e velocemente. Gli sviluppi della guerra aerea non ebbero solo conseguenze sul piano quantitativo, ma anche sulla specializ- zazione dei piloti. L’impiego degli aeroplani fu finalizzato a neutralizzare l’azione di ogni tipo di aereo  avversario. Cominciò così la guerra per la superiorità aerea e il dominio dell’aria. In campo aeronautico le conseguenze della prima guerra mondiale possono essere riassunte come segue:

-organizzazione, tecnica e principi di impiego si erano trasformati radicalmente nella  guerra.

-si erano costituite forti unità operative                                      nell’agosto del 1914 le maggiori potenze

-si erano formati piloti da ricognizione                                      belligeranti avevano a disposizione:

da caccia, da bombardamento                                                                     aerei      dirigibili

                                                                                                                        Austria-Ungheria    48                  1

                                                                                                                          Francia                   165                10

                                                                                                                         Germania                232                 8

                                                                                                                        Gran Bretagna         63                   -

                                                                                                                          Italia                       86                   -

                                                                                                                        Russia                     263                 4

 

La seconda guerra mondiale.

Dopo la prima guerra mondiale lo sviluppo dell’arma aerea conobbe un certo rallentamento. Numerose tipologie di aereo del primo conflitto rimasero in forza presso le aviazioni militari di molti Paesi fino ai primi anni trenta. Il trattato di Versailles aveva vietato alla germina la costruzione di aerei da guerra e il possesso di un’ aeronautica militare ma gli altri Paesi continuarono a sviluppare velivoli, specie nell’inseguimento di nuovi primati e record.

Importante fu l’impresa dell’italiano Arturo Ferrarin che nel 1920 effettuò una lunghissima trasvolata in idrovolante tra Roma e Tokio.

 Ma intanto stava per scatenarsi la seconda guerra mondiale. Nuovi aerei da caccia con velocità di 600-700 km/h  entrarono in produzione e furono realizzati bombardieri medi e pesanti. Quando cominciò nel 1939, le aeronautiche  militari assunsero un ruolo rilevante nella conduzione del conflitto. Il bombardamento aereo divenne uno dei principali  compiti strategici. Momento importante del conflitto fu la cosiddetta “battaglia d’Inghilterra”, il periodo tra  luglio e  ottobre
 1940 in
cui si susseguirono scontri aerei sulla manica tra la forza d’attacco dell’Aviazione tedesca che  puntava a colpire le principali città inglesi, e l’Aviazione da caccia britannica. Successivamente, nel corso  della guerra,  si fece sempre più sentire il peso della superiorità materiale degli Alleati. Vennero allestiti  grandi reparti di bombardieri  che attaccarono la Germania con l’effetto di paralizzare progressivamente  l’economia bellica tedesca. Ma i  bombardamenti non colpirono solo le industri. La strategia della guerra  aerea fu una vera fonte di terrore contro la popolazione civile di tutta Europa. Mentre gli americani  attaccavano di giorno, gli inglesi riservarono la notte. Entro la fine del 1944 le grandi città tedesche erano  ridotte a un cumulo di macerie. Dresda bruciò il 13 febbraio 1945, anche se la distruzione della città non  era  più necessaria dal punto di vista  strategico: il numero dei morti è ancora oggi sconosciuto. Il terribile  epilogo  della seconda guerra mondiale fu il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Il                             potere distruttivo dei bombardieri aveva raggiunto una dimensione prima inimmaginabile.

Vultea-35

Il secondo dopoguerra.

 Dopo il conflitto il mondo si cristallizzò in due blocchi e cominciò la “guerra fredda”. L’inarrestabile corsa agli armamenti andò di pari passo con un vertiginoso aumento del potenziale bellico delle aeronautiche militari. Entrarono in servizio caccia e bombardieri supersonici. Missili strategici potevano raggiungere con precisione ogni punto della Terra. Le testate nucleari contenute in bombe o missili, con un potenziale esplosivo pari a megatoni di tritolo, raggiunsero una capacità distruttiva che oltrepassava il potere di immaginazione degli esseri umani. La guerra aerea moderna non restò solo un’opzione teorica. Durante le guerre successive ( Vietnam, Corea) venne sperimentato tutto il ventaglio di possibilità offerto delle aeronautiche militari,ad esclusione dell’impiego del nucleare.

Successivamente nel conflitto dei Balcani degli anni novanta e le due guerre in Irak hanno mostrato nuovamente il gigantesco potenziale dell’arma aerea. Si potrebbe dire che queste guerre non avrebbero potuto essere condotte come lo sono state senza il raggiungimento del dominio dell’aria.

L’aviazione civile cominciò ad affermarsi poco dopo la fine della prima guerra mondiale. Il  potenziale produttivo e progettuale legato alla guerra fu utilizzato a scopi civili. In un primo tempo  furono adattati ai nuovi usi gli apparecchi militari: questi primi aerei passeggeri offrivano posto a  sei-otto passeggeri, oltre al pilota. Il primo aereo passeggeri costruito fu il Junkers f13, volò per la  prima volta nel 1919.

In tutte le nazioni dotate di una aviazione civile furono progettati nuovi modelli di aeroplani  passeggeri. Vennero istruite le prime linee aere. Le prime importanti compagnie apparvero a metà  degli anni venti; ad esempio la Luft Hansa fu fondata nel 1926, e da lei è nata l’attuale Lufthansa.  

Alla fine degli anni venti fecero la comparsa i primi grandi aerei passeggeri con rotte di  collegamento tra le più importanti città europee. Per la loro capacità questi apparecchi, come il  gigantesco aereo commerciale DO X, erano molto superiori alla domanda effettiva.                                                                                                                                                                                                                                                 

        I voli oltre latlantico. 

Per lo sviluppo dell’aviazione mondiale era necessario superare un ostacolo: l’Oceano. Alla soluzione del problema venne perfino dedicato un film di grande successo: nel film F.P. non risponde si racconta della costruzione di una piattaforma galleggiante in mezzo all’Atlantico, dove gli aerei della rotta oceanica potevano atterrare e fare rifornimento. Fantascienza, ma la realtà superò anche queste fantasie. Il grande salto riuscì sia sulla rotta nordatlantica che su quella sudatlantica. Già nel giugno del 1919 i piloti inglesi John Alcock e Arthur Whitten Brown attraversarono l’Oceano con un volo non-stop da ovest a est. Il primo volo solitario riuscì invece il 20 maggio 1927 al venticinquenne Charles Lindbergh, che partì da New York e atterrò 33 ore e 30 minuti dopo a Parigi, tra l’entusiasmo indescrivibile di una folla immensa. Nello stesso anno altri aviatori attraversarono l’Atlantico nella direzione opposta. Per rendere praticabile il trasporto passeggeri sulle linee transa-

tlantiche si trattava ora di migliorare la navigazione e la strumentazione di bordo, perché il volo in condizioni atmosferiche sfavorevoli diventasse possibile. Naturalmente era anche fondamentale creare l’infrastruttura logica necessaria. Dopo la seconda guerra mondiale il traffico aereo civile si sviluppò molto rapidamente. Le esperienze dell’industria aeronautica militare, in particolare quella da bombardamento, divennero molto utili per l’aviazione civile. Tra l’America e l’Europa si sviluppò sistematicamente un traffico di linea con apparecchi capaci di alte prestazioni.

I primi turboreattori ampliarono ulteriormente la possibilità dell’aviazione civile. L’inglese Comet 4B, il  russo  Tu-104, l’americano Boeing 707 e il francese Caravelle inaugurarono l’era dei jet di linea. La  durata del  viaggio romanzesco di Jules Vernes in 80 giorni intorno al mondo si è oggi drasticamente  ridotta e siamo  entrati nell’era del più grande aereo passeggeri mai costruito,  l’Airbus A380.

 

Le prospettive del traffico aereo.

Nell’industria aeronautica militare la tendenza è di allontanarsi dagli aerei multiruolo e di andare verso  la
specializzazione. L’apparecchio adatto a tutto, in grado di modificare il suo fine di impiego nel corso  della missione deve necessariamente subire limitazioni al suo potenziale offensivo:è tecnicamente                                      

impossibile assolvere ugualmente bene tutti i compiti che di volta in volta si presentano. L’elavata manovrabilità dei caccia non consente loro di portare a bordo un carico considerevole di armi, come potrebbe invece fare un caccia-bombardiere. Un compromesso praticabile potrebbe essere costituito da una base sulla quale applicare il maggior numero possibile di trasformazioni. Sempre in campo militare si stanno poi sviluppando gli “Umnanned Aerial Vehicle” (UAV), velivoli senza pilota destinati anche a scopi militari che potrebbero in un lontano futuro anche rivoluzionare questo settore.  

   Il volo supersonico, sovente sfruttato nell’aeronautica  militare, ha difficoltà ad imporsi nall’aviazione civile a  causa di problemi economici ed ambientali.  Dopo la  conclusione dell’esperienza del Concorde, in servizio dal  1976 al 2003 e a oggi unico aereo di linea capace di velocità  supersoniche, altre idee si stanno affacciando sullo scenario. Per  esempio i progettisti russi stanno sviluppando un piccolo bussines  supersonico, per il quale alcuni studi economici pronosticano una  domanda da 400 a 700 esemplari, a condizione però che i costi non  superino del 20%quelli degli aerei convenzionali.

 Gli aerei a razzo invece sono apparsi fino a oggi solo in forma      sperimentale. Con loro sono state raggiunte prestazioni estreme sotto  
 il profilo della quota di volo e della velocità. Ma la propulsione a    

                                                                                                                          razzo non troverà facilmente applicazioni future nella produzione in serie, a meno di un forte sviluppo del volo suborbitale dove solo la spinta di questo tipo di motori è utilizzabile. In Russia e negli Stati Uniti sembra siano stati effettuati collaudi con motori nucleari.Per quanto riguarda i combustibili, la tecnologia basata sull'idrogeno potrebbe diventare un'alternativa al cherosene; si sono fatti esperimenti sia in Russia  sia negli USA e si continua a lavorare a  questo progetto.

In un breva periodo non ci saranno probabilmente apparecchi più grandi dell'Airbus A380 anche se si sta cercando di inventare dei nuovi aerei, i cosiddetti "aerei sperimentali ".

                                                                                                               HOME