storia
Il primo mezzo con cui l’uomo
riuscì ad alzarsi da terra e quindi “VOLARE” fu costruito nel 1783, quando un
pallone aerostatico si levò da terra per 5 minuti. In principio veniva usata
l’aria calda per far si che si sollevasse ma in seguito venne utilizzato
l’idrogeno. Questi mezzi però non furono niente in confronto allo sviluppo
dell’aviazione civile e militare. I veri creatori del primo aereo però furono i
fratelli Wright che avevano studiato a fondo le teorie di Lilienthal (ingegnere
tedesco che aveva osservato il volo delle cicogne e aveva capito come facevano
a tagliare l’aria e restare sospesi).
I fratelli Wright erano uomini dalle
notevoli capacità progettuali e riconobbero presto che la questione principale
era quella di risolvere i problemi di stabilità
e pilotaggio, tuttavia riuscirono a risolvere entrambi i problemi in
modo geniale. Fu così che il primo aereo si staccò dal suolo il 17 dicembre
1903 e volò 12 secondi per una distanza di
La
prima guerra mondiale.
L’inizio della prima guerra mondiale segnò l’inizio di una nuova fase per l’evoluzione dell’aeronautica. Gli stati maggiori dei Paesi belligeranti seguirono con grande interesse i progressi del settore e videro nei dirigibili e negli aerei nuovi importanti strumenti bellici, sia nel campo della ricognizione a lungo raggio che del bombardamento. All’inizio gli aerei furono impiegati per scopi di ricognizione o come corrieri. A partire dall’ottobre del 1914 ( tre mesi dopo lo scoppio della prima guerra mondiale) vennero utilizzati per dirigere il fuoco delle artiglierie. All’inizio l’aereo possedeva piccole mitragliatrici brandeggiabili, il cui impiego all’inizio fu poco efficace. L’invenzione del sincronizzatore accrebbe il potenziale offensivo degli aerei: rese infatti possibile il fuoco delle mitragliatrici attraverso il disco dell’elica. L’impiego tattico si sviluppò rapidamente. La produzione da apparecchi nei principali Paesi crebbe notevolmente e velocemente. Gli sviluppi della guerra aerea non ebbero solo conseguenze sul piano quantitativo, ma anche sulla specializ- zazione dei piloti. L’impiego degli aeroplani fu finalizzato a neutralizzare l’azione di ogni tipo di aereo avversario. Cominciò così la guerra per la superiorità aerea e il dominio dell’aria. In campo aeronautico le conseguenze della prima guerra mondiale possono essere riassunte come segue:
-organizzazione, tecnica e principi di impiego si erano trasformati radicalmente nella guerra.
-si erano costituite forti unità operative nell’agosto del 1914 le maggiori potenze
-si erano formati piloti da ricognizione belligeranti avevano a disposizione:
da caccia, da bombardamento aerei dirigibili
Austria-Ungheria 48 1
Francia 165 10
Germania 232 8
Gran Bretagna 63 -
Italia
86 -
Russia 263 4
La
seconda guerra mondiale.
Dopo la prima guerra mondiale lo sviluppo dell’arma aerea conobbe un certo rallentamento. Numerose tipologie di aereo del primo conflitto rimasero in forza presso le aviazioni militari di molti Paesi fino ai primi anni trenta. Il trattato di Versailles aveva vietato alla germina la costruzione di aerei da guerra e il possesso di un’ aeronautica militare ma gli altri Paesi continuarono a sviluppare velivoli, specie nell’inseguimento di nuovi primati e record.
Importante fu l’impresa dell’italiano Arturo Ferrarin che nel 1920 effettuò una lunghissima trasvolata in idrovolante tra Roma e Tokio.
Ma intanto stava per scatenarsi
la seconda guerra mondiale. Nuovi aerei da caccia con velocità di 600-
1940 in
La strategia della guerra aerea fu una vera fonte
di terrore contro la popolazione civile di tutta Europa. Mentre gli americani
attaccavano di giorno, gli inglesi riservarono la notte. Entro la fine del 1944
le grandi città tedesche erano ridotte a un cumulo di macerie. Dresda bruciò il
13 febbraio 1945, anche se la distruzione della città non era più necessaria
dal punto di vista strategico: il numero
dei morti è ancora oggi sconosciuto. Il terribile epilogo della seconda guerra
mondiale fu il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Il
potere
distruttivo dei bombardieri aveva raggiunto una dimensione prima
inimmaginabile.
Vultea-35
Il
secondo dopoguerra.
Dopo il conflitto il mondo si cristallizzò in due blocchi e cominciò la “guerra fredda”. L’inarrestabile corsa agli armamenti andò di pari passo con un vertiginoso aumento del potenziale bellico delle aeronautiche militari. Entrarono in servizio caccia e bombardieri supersonici. Missili strategici potevano raggiungere con precisione ogni punto della Terra. Le testate nucleari contenute in bombe o missili, con un potenziale esplosivo pari a megatoni di tritolo, raggiunsero una capacità distruttiva che oltrepassava il potere di immaginazione degli esseri umani. La guerra aerea moderna non restò solo un’opzione teorica. Durante le guerre successive ( Vietnam, Corea) venne sperimentato tutto il ventaglio di possibilità offerto delle aeronautiche militari,ad esclusione dell’impiego del nucleare.
Successivamente nel conflitto dei
Balcani degli anni novanta e le due guerre in Irak hanno mostrato nuovamente il
gigantesco potenziale dell’arma aerea. Si potrebbe dire che queste guerre non
avrebbero potuto essere condotte come lo sono state senza il raggiungimento del
dominio dell’aria.
L’aviazione civile cominciò ad affermarsi poco dopo la fine della prima guerra mondiale. Il potenziale produttivo e progettuale legato alla guerra fu utilizzato a scopi civili. In un primo tempo furono adattati ai nuovi usi gli apparecchi militari: questi primi aerei passeggeri offrivano posto a sei-otto passeggeri, oltre al pilota. Il primo aereo passeggeri costruito fu il Junkers f13, volò per la prima volta nel 1919.
In tutte le nazioni dotate di una
aviazione civile furono progettati nuovi modelli di aeroplani passeggeri.
Vennero istruite le prime linee aere. Le prime importanti compagnie apparvero a
metà degli anni venti; ad esempio
Alla fine degli anni venti fecero la comparsa i primi grandi aerei passeggeri con rotte di collegamento tra le più importanti città europee. Per la loro capacità questi apparecchi, come il gigantesco aereo commerciale DO X, erano molto superiori alla domanda effettiva.
I voli oltre l’atlantico.
Per lo sviluppo dell’aviazione mondiale era necessario superare un ostacolo: l’Oceano. Alla soluzione del problema venne perfino dedicato un film di grande successo: nel film F.P. non risponde si racconta della costruzione di una piattaforma galleggiante in mezzo all’Atlantico, dove gli aerei della rotta oceanica potevano atterrare e fare rifornimento. Fantascienza, ma la realtà superò anche queste fantasie. Il grande salto riuscì sia sulla rotta nordatlantica che su quella sudatlantica. Già nel giugno del 1919 i piloti inglesi John Alcock e Arthur Whitten Brown attraversarono l’Oceano con un volo non-stop da ovest a est. Il primo volo solitario riuscì invece il 20 maggio 1927 al venticinquenne Charles Lindbergh, che partì da New York e atterrò 33 ore e 30 minuti dopo a Parigi, tra l’entusiasmo indescrivibile di una folla immensa. Nello stesso anno altri aviatori attraversarono l’Atlantico nella direzione opposta. Per rendere praticabile il trasporto passeggeri sulle linee transa-
tlantiche si trattava ora di
migliorare la navigazione e la strumentazione di bordo, perché il volo in
condizioni atmosferiche sfavorevoli diventasse possibile. Naturalmente era
anche fondamentale creare l’infrastruttura logica necessaria. Dopo la seconda
guerra mondiale il traffico aereo civile si sviluppò molto rapidamente. Le
esperienze dell’industria aeronautica militare, in particolare quella da
bombardamento, divennero molto utili per l’aviazione civile. Tra l’America e
l’Europa si sviluppò sistematicamente un traffico di linea con apparecchi
capaci di alte prestazioni
.
I primi turboreattori ampliarono ulteriormente la possibilità dell’aviazione civile. L’inglese Comet 4B, il russo Tu-104, l’americano Boeing 707 e il francese Caravelle inaugurarono l’era dei jet di linea. La durata del viaggio romanzesco di Jules Vernes in 80 giorni intorno al mondo si è oggi drasticamente ridotta e siamo entrati nell’era del più grande aereo passeggeri mai costruito, l’Airbus A380.
Le
prospettive del traffico aereo.
Nell’industria aeronautica
militare la tendenza è di allontanarsi dagli aerei multiruolo e di andare verso
la
specializzazione. L’apparecchio adatto a tutto, in grado di
modificare il
suo fine di impiego nel corso della missione deve necessariamente
subire
limitazioni al suo potenziale offensivo:è tecnicamente
impossibile assolvere ugualmente bene tutti i compiti che di volta in volta si presentano. L’elavata manovrabilità dei caccia non consente loro di portare a bordo un carico considerevole di armi, come potrebbe invece fare un caccia-bombardiere. Un compromesso praticabile potrebbe essere costituito da una base sulla quale applicare il maggior numero possibile di trasformazioni. Sempre in campo militare si stanno poi sviluppando gli “Umnanned Aerial Vehicle” (UAV), velivoli senza pilota destinati anche a scopi militari che potrebbero in un lontano futuro anche rivoluzionare questo settore.
Il volo supersonico, sovente
sfruttato nell’aeronautica militare, ha difficoltà ad imporsi nall’aviazione
civile a causa di problemi economici ed ambientali. Dopo la conclusione
dell’esperienza del Concorde, in servizio dal 1976 al 2003 e a oggi unico aereo
di linea capace di velocità supersoniche, altre idee si stanno affacciando
sullo scenario. Per esempio i progettisti russi stanno sviluppando un piccolo
bussines supersonico, per il quale alcuni studi economici pronosticano una domanda
da
Gli aerei a razzo invece sono
apparsi fino a oggi solo in forma sperimentale. Con loro sono state raggiunte
prestazioni estreme sotto
il profilo della quota di volo e della velocità. Ma
la propulsione a
razzo non troverà facilmente applicazioni future nella produzione in serie, a meno di un forte sviluppo del volo suborbitale dove solo la spinta di questo tipo di motori è utilizzabile. In Russia e negli Stati Uniti sembra siano stati effettuati collaudi con motori nucleari.Per quanto riguarda i combustibili, la tecnologia basata sull'idrogeno potrebbe diventare un'alternativa al cherosene; si sono fatti esperimenti sia in Russia sia negli USA e si continua a lavorare a questo progetto.
In un breva periodo non ci saranno probabilmente apparecchi più grandi dell'Airbus A380 anche se si sta cercando di inventare dei nuovi aerei, i cosiddetti "aerei sperimentali ".