Istituto Comprensivo "Don Giorgio Belliardo"

Costigliole Saluzzo

La Baìo: la cronaca, le mie impressioni

Giovedì 15 Febbraio, tutti noi della S.M. Di Piasco abbiamo avuto l'occasione di recarci a Sampeyre per assistere alla Baìo. Si tratta di una manifestazione che si celebra solo ogni cinque anni e quindi, per quasi tutti noi, alunni della I media, era una vera e propria novità anche se i nostri insegnati ce ne avevano anticipato i motivi. Grazie anche al bel tempo, è stata una giornata fantastica. Come al solito, ci siamo trovati a scuola alle 8,00 e dopo aver fatto l'appello, i nostri insegnanti ci hanno accompagnato alla fermata dei pullman. Alla fine del viaggio di andata siamo arrivati a Sampeyre alle 8,55 circa e ci siamo avviati verso la piazza principale del paese dove era assiepata una folla incredibile...
Ecco le nostre impressioni... Classe IA - Classe IB.

...Ed ecco alcuni scatti fotografici per immortalare l'avvenimento....
 






I "Cavaliè" rappresentano la cavalleria dell'esercito popolare, impegnati a cacciare i Saraceni. Solamente due Baìo, quella di Calchesio e quella di Sampeyre hanno la cavalleria. Le "Segnurine" rappresentano le ragazze da marito che, cacciati i Saraceni, possono nuovamente mostrarsi, senza paura di essere rapite, vendute come schiave, violentate. I costumi si ispirano ai vestiti femminili borghesi dell'ottocento e non ai costumi tradizionali della valle. "L'Arlechìn" ha il compito di fare servizio d'ordine, affichè gli spettatori non diturbino il corteo. Tiene in mano un animaletto imbalsamato (un tempo veniva usato un topo morto) per tenere indietro la gente. I "Moru" e i "Turc" esistono solo nella Baìo di Sampeyre. I "Moru" cavalcano degli asini, mentre i "Turc", costretti da grosse catene, vanno a piedi. Le quattro Baìo (Villar, Calchesio, Rore,  Sampeyre) si tengono in giorni precisi e seguono un preciso cerimoniale. Tre sono le uscite: le prime nelle due domeniche precedenti il giovedì grasso e l'ultima il giovedì grasso. Le Baìo con il loro cortei si radunano nelle corrispettive frazioni e sfilano per unirsi poi nella piazza di Sampeyre. L'ultimo giorno al pomeriggio, dopo aver sfilato in senso inverso, torneranno ognuna nella propria sede, per il processo al "Tezourìe".






Gli "Uzuart" sono le guardie dello Stato Maggiore, in numero di due per ogni "Alum" (Ufficiali dello Stato Maggiore). Caratteristico delgl "Uzuart" è il copricapo, una coloratissima mitria, ricoperta da nastri ("Bindel") a rosetta, piatti o liberi sul retro del copricapo, a formare una lunga, colorata e svolazzante coda. I "Segnuri", i "Signori",  rappresentano i possidenti del paese che, cacciati i Saraceni, possono nuovamente mostrarsi in pubblico senza la paura di essere taglieggiati.
"Lu Viei e la Vieio" rappresentano due vecchi che gioiscono per la cacciata dei Saraceni, ma metaforicamente rappresentano anche l'anno vecchio, la vita stessa che finisce per rinnovarsi e ricrescere. I "Grec", con il loro tipico cappello che pende sulla spalla, si dice fossero prigionieri dei Saraceni e liberati dai valligiani. I "Sapeur", eseprti di demolizioni, hanno il compito di abbattere, con le loro grandi scuri, gli ostacoli incontrati nel cammino.
Il "Bindel" o nastro, è parte fondamentale della Baìo. Esso ha un valore simbolico oltre che estetico. Un tempo avevano anche un valore economico ed ancora oggi vengono conservati con molta cura. Dopo ogni Baìo vengono scuciti e conservati senza pieghe e pronti per essere ricuciti ogni cinque anni.
I "Sunadur" sono i soli partecipanti alla Baìo che possono anche non essere del posto. Gli strumenti sono quelli tipici della musica popolare e i musicanti suonano sia marciando, sia durante le soste necessarie ad abbattere le barriere. Le arie suonate sono ballabili popolari o musiche trdizionali piemontesi ed occitane.





I "Moru" e i "Turc" esistono solo nella Baìo di Sampeyre. I "Moru" cavalcano degli asini, mentre i "Turc", costretti da grosse catene, vanno a piedi. Tipico dei "Grec" è il cappello, che ricorda quello di alcune specialità della cavalleria settecentesca, con una luna parte floscia, che pende sulla spalla. Il cappello è interamente ricoperto da nastri, cuciti a roselline. Tutti i personaggi della Baìo, anche quelli espressamente femminili, vengono rappresentati da figuranti maschi. Ciò per il divieto espresso di partecipare alla Baìo alle rappresentanti del sesso femminile. Ogni Baìo ha la sua bandiera, che rappresenta il simbolo della comunità che l'ha adottata. Nella "Bandiero" di Sampeyre, al centro di un'aquila a due teste, sono ricamate le chiavi di San Pietro, da cui Sampeyre, San Peire, fa derivare il suo nome. Riunitesi le Baìo di sampeyre e Calchesio nella piazza di Sampeyre, nella tarda mattinata, si farà seguito a feste e balli in piazza. Il nome Baìo deriva dal termine Badìo, in italiano Abbaia, Badia: nome attribuito alle compagnie formatesi nel Basso Medioevo per gestire i bisogni del tempo libero giovanile. Il ritrovo nella piazza di Sampeyre,  i balli la festa, sono stati favoriti dalla bella e calda giornata di sole, in questo giovedì grasso del mitissimo ed anomalo inverno 2006-2007. La menifestazione è stata seguita da moltissime scolaresche  qui accorse per l'occasione. Prossimo appuntamento tra cinque anni...

Bibliografia essenziale: Edo Prando - "Baìo. L'antico carnevale del Piemonte occitano" - Ed. Araba Fenice 2006

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