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| I
"Cavaliè" rappresentano la cavalleria dell'esercito popolare,
impegnati a cacciare i Saraceni. Solamente due Baìo, quella di
Calchesio e quella di Sampeyre hanno la cavalleria. |
Le
"Segnurine"
rappresentano le ragazze da marito che, cacciati i Saraceni, possono
nuovamente mostrarsi, senza paura di essere rapite, vendute come
schiave, violentate. I costumi si ispirano ai vestiti femminili
borghesi dell'ottocento e non ai costumi tradizionali della valle. |
"L'Arlechìn"
ha il compito di fare servizio d'ordine, affichè gli spettatori
non diturbino il corteo. Tiene in mano un animaletto imbalsamato (un
tempo veniva usato un topo morto) per tenere indietro la gente. |
I "Moru" e i "Turc" esistono solo nella Baìo di
Sampeyre. I "Moru" cavalcano degli asini, mentre i "Turc", costretti da
grosse catene, vanno a piedi. |
Le
quattro Baìo (Villar, Calchesio, Rore, Sampeyre) si
tengono in giorni precisi e seguono un preciso cerimoniale. Tre sono le
uscite: le prime nelle due domeniche precedenti il giovedì
grasso e l'ultima il giovedì grasso. |
Le
Baìo con il loro cortei si radunano nelle corrispettive frazioni
e sfilano per unirsi poi nella piazza di Sampeyre. L'ultimo giorno al
pomeriggio, dopo aver sfilato in senso inverso, torneranno ognuna nella
propria sede, per il processo al "Tezourìe". |
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| Gli "Uzuart"
sono le guardie dello Stato Maggiore, in numero di due per ogni "Alum"
(Ufficiali dello Stato Maggiore). Caratteristico delgl "Uzuart"
è il copricapo, una coloratissima mitria, ricoperta da nastri ("Bindel") a rosetta, piatti o liberi sul retro del copricapo, a formare una lunga, colorata e svolazzante coda.
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I "Segnuri", i "Signori", rappresentano i possidenti del paese che, cacciati i Saraceni,
possono nuovamente mostrarsi in pubblico senza la paura di essere
taglieggiati.
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"Lu Viei e la
Vieio" rappresentano due vecchi che gioiscono per la cacciata dei
Saraceni, ma metaforicamente rappresentano anche l'anno vecchio, la
vita stessa che finisce per rinnovarsi e ricrescere. |
I "Grec", con il
loro tipico cappello che pende sulla spalla, si dice fossero
prigionieri dei Saraceni e liberati dai valligiani. I "Sapeur", eseprti
di demolizioni, hanno il compito di abbattere, con le loro grandi
scuri, gli ostacoli incontrati nel cammino.
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Il "Bindel" o
nastro, è parte fondamentale della Baìo. Esso ha un
valore simbolico oltre che estetico. Un tempo avevano anche un valore
economico ed ancora oggi vengono conservati con molta cura. Dopo ogni
Baìo vengono scuciti e conservati senza pieghe e pronti per
essere ricuciti ogni cinque anni.
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I "Sunadur" sono
i soli partecipanti alla Baìo che possono anche non essere del
posto. Gli strumenti sono quelli tipici della musica popolare e i
musicanti suonano sia marciando, sia durante le soste necessarie ad
abbattere le barriere. Le arie suonate sono ballabili popolari o
musiche trdizionali piemontesi ed occitane.
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| I "Moru" e i "Turc"
esistono solo nella Baìo di Sampeyre. I "Moru" cavalcano degli
asini, mentre i "Turc", costretti da grosse catene, vanno a piedi. |
Tipico dei "Grec"
è il cappello, che ricorda quello di alcune specialità
della cavalleria settecentesca, con una luna parte floscia, che pende
sulla spalla. Il cappello è interamente ricoperto da nastri,
cuciti a roselline. |
Tutti i
personaggi della Baìo, anche quelli espressamente femminili,
vengono rappresentati da figuranti maschi. Ciò per il divieto
espresso di partecipare alla Baìo alle rappresentanti del sesso
femminile. |
Ogni Baìo ha
la sua bandiera, che rappresenta il simbolo della comunità che
l'ha adottata. Nella "Bandiero" di Sampeyre, al centro di un'aquila a
due teste, sono ricamate le chiavi di San Pietro, da cui Sampeyre, San
Peire, fa derivare il suo nome. |
Riunitesi le
Baìo di sampeyre e Calchesio nella piazza di Sampeyre, nella
tarda mattinata, si farà seguito a feste e balli in piazza. Il
nome Baìo deriva dal termine Badìo, in italiano Abbaia,
Badia: nome attribuito alle compagnie formatesi nel Basso Medioevo per
gestire i bisogni del tempo libero giovanile. |
Il ritrovo
nella piazza di Sampeyre, i balli la festa, sono stati favoriti
dalla bella e calda giornata di sole, in questo giovedì grasso
del mitissimo ed anomalo inverno 2006-2007. La menifestazione è
stata seguita da moltissime scolaresche qui accorse per
l'occasione. Prossimo appuntamento tra cinque anni... |