I materiali fissili utilizzati nelle bombe atomiche sono il plutonio o l'uranio arricchito,
che possono essere prodotti solo in paesi altamente industrializzati,
essendo richiesta a monte l'esistenza di un ciclo di arricchimento
dell'uranio o di reattori nucleari o altri sistemi capaci di produrre
plutonio ( numero atomico 239) a partire dall'isotopo uranio ( numero atomico 238) attraverso la reazione
nucleare di fertilizzazione.
L'uranio
presente in natura è una miscela del 99,3% circa di isotopo a numero di
massa 238 e dello 0,7% circa di isotopo a numero di massa 235; dei due,
solo l'ultimo è fissile. Per poterne accumulare una quantità
sufficiente occorre quindi "arricchire" l'uranio del proprio isotopo
235. Il nocciolo di una bomba all'uranio deve cioè essere composto di
una massa composta in gran parte di uranio 235, ovvero di uranio
altamente arricchito.
Tale "arricchimento" avviene con la separazione dell'isotopo 235
dall'isotopo 238, per ottenere una concentrazione via via maggiore del
primo elemento. Il ciclo di arricchimento industriale ha inizio con la
conversione dell'uranio naturale in esafluoruro di uranio (UF6),
una sostanza gassosa che permette di sfruttare successivamente la
diversa velocità di diffusione . L'identico processo si può compiere
anche con il tetracloruro di uranio (UCl4).
Queste sostanze si possono portare allo stato gassoso a basse
temperature, ciò consente di separare i due isotopi meccanicamente. La
sostanza viene centrifugata ad altissima velocità, in speciali
ultra-centrifughe montate in serie. Queste concentrano
progressivamente l'isotopo 235 separandolo dall'omologo chimico 238,
sfruttando la piccolissima differenza di peso specifico tra i due.
L'uranio arricchito per le testate atomiche è composto per il 97% circa
di U 235.
È possibile
separare l'isotopo 235 anche con altre metodologie, su scala minore o
con tecnologie molto più sofisticate (come il laser).
Il prodotto di scarto del processo di arricchimento è uranio, in
grande quantità, composto quasi totalmente dall'isotopo 238 perciò
inutile per la reazione nucleare.È
classificato come scoria radioattiva, ma viene usato per costruire
proiettili e bombe in sistemi d'arma
convenzionali.
All'interno di masse inferiori a quella critica, purché concentrate
in piccoli volumi, nell'uranio e nel plutonio le fissioni sono più
frequenti di quelle che si hanno nei minerali naturali, dove gli
isotopi fissili sono meno concentrati. Dopo un certo periodo di tempo,
a causa di questa perdita di isotopi fissili, il materiale fissile non
è più utilizzabile per la presenza di un'elevata quantità di frammenti
di fissione.