MobiliGen

MobiliGen è un generatore di 40 kW di punta, si tratta del primo prototipo previsto nel corso del KiteGen.
Nella progettazione del MobiliGen è stato previsto un generatore in cui l'ingombro dei componenti posti a terra fosse limitato a tal punto da rendere possibile il trasporto mediante , ad esempio un comune automezzo. Questa potenzialità rappresenta un vantaggio rispetto al presente stato della tecnica.
Attualmente infatti la produzione di corrente a partire dall'energia eolica avvine all'interno di impianti per mezzo di dispositivi mobili. Ai fini dello sfuttamento di questa energia rinnovabile non esistono dunque dispositivi trasportabili tramite i quali sia possibile produrre corrente in qualsiasi luogo in cui vi sia vento.
Una simile potenzialità offre enormi vantaggi nei contesti in cui la produzione di corrente avviene oggi esclusivamente mediante i gruppi di continuità (motogeneratori a combustibile), come ad esempio negli ospedali da campo. In queste situazioni, il dipositivo ideato consente la produzione di corrente a partire da una fonte energetica rinnovabile, senza dipendere da rifornimenti di combustibile fossile.
Il MobilliGen è composto da un profilo alare di potenza connesso a una piattaforma base mediante due funi ad alta resistenza in trazione. In corrispendenza di tale piattaforma, ciascuna fune è avvolta su un verriccello che aziona, attraverso un riduttore, un generatore che funge anche da motore. In corrispondenza di ciascun verriccello vi è un modulo di guida che obbliga la fune ad un avvolgimento ordinato sul verriccello e una serie di bozzelli che guidano la fune verso il profilo alare. Il Kite è manovrato srotolando e riavvolgendo le funi sui verriccelli.
La base del dispositivo è composta dunque dalla piattaforma su cui sono montati i verriccelli, i generatori e una sistema di controllo intelligente che provvede a manovrare il Kite.
Il processo di conversione energetica messo in atto dal MobiliGen e può essere suddiviso in tre fasi:
  1. Durante la prima fase il vento solleva il kite mettendo in tensione le funi di connessione alla piattaforma base. Questa trazione è convertita in rotazione a livello dei verriccelli e trasmessa per mezzo del riduttore al generatore dove, vincendo la coppia di forze da esso opposta, avviene la produzione di energia eletrrica. Il percorso di volo del profilo alare durante questa fase è tale per cui sia massima l'energia meccanica che è possibile sottrarre al vento. In particolare, il sistema di controllo intelligente manovra il kite in modo da sfruttare il lift force, ossia la componente della forza perpendicolare alla velocità del vento. In tal modo il profilo ascende continuando a spazzolare la superficie del fronte vento.
  2. La seconda fase del processo consiste nella manovra automatica del kite in modo da raggiungere una posizione di quasi stallo in corrispondenza della quale la spinta eolica è scarsa.
  3. Durante la terza fase del processo avviene il riavvolgimento delle funi sui verriccelli per mezzo dei generatori che fungono anche da motori. Le funi sono riavvolte con un minimo consumo energetico e, terminato il recupero delle funi, il kite è posizionato in modo da tornare in una condizione di massima trazione. A questo punto, il ciclo si ripete.
L'energia generata durante lo srotolamento delle funi è superiore a quella spesa per il loro riavvolgimento. Il bilancio energetico è dunque positivo.
 
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