La
scoperta del principio fotovoltaico, come spesso è accaduto nella
storia per le grandi scoperte scientifiche, è frutto del caso. Se
volessimo collocare a una data precisa la nascita di questo principio,
dovremmo andare indietro fino al 1839, anno in cui un giovanissimo
francese di nome Edmond Becquerel, mentre “giocava al piccolo chimico”,
facendo esperimenti su una cella elettrolitica, ebbe un sussulto nel
vedere una strana reazione, apparentemente soprannaturale: l’effetto
dei raggi solari sulla superficie in platino produceva una lieve scossa
elettrica. Per fortuna questo strano evento capitò sotto l’occhio
attento di un diciannovenne testone e curioso come Becquerel, che
invece di soprassedere, si rifiutò di collegare il fatto a chissà quale
magia misteriosa e provò a ripetere l’esperimento, rendendo l’episodio
“res publica”.
Il fatto che non si sia tenuto per sé il “segreto”, in questo caso fu
determinante. Infatti le conoscenze, nonchè i materiali disponibili di
metà Ottocento, erano piuttosto limitati e, per forza di cose,
limitanti per qualsivoglia tipo di approccio allo studio di un evento
come quello che si manifestò sotto lo sguardo dello studioso francese.
In seguito, poi, fu soprattutto per merito delle teorie di Einstein che
si riuscirono a mettere in pratica le conoscenze in fatto di
trasformazione dell’energia solare in energia elettrica.
Per parlare del caso specifico del pannello solare fotovoltaico,
bisogna fare riferimento al 1953, anno in cui, un gruppo di fisici
americani, dipendenti della “Bell”, nel corso di alcuni studi sul
silicio, assemblarono la prima cella fotovoltaica, in grado di
trasformare l’energia solare in una soddisfacente quantità di energia,
abbastanza da alimentare un apparecchio elettrico come una
ricetrasmittente. I tre americani ai quali dobbiamo questa importante
scoperta si chiamavano Gerald Pearson, Calvin Fuller e Daryl Chapin ed
ebbero il merito di metter su una cella del rendimento del 6% con i
materiali degli anni ‘50, risultato stupefacente, considerando che la
percentuale di rendimento delle celle moderne è del 40%.